I nuovi uffici in legno di Megabox sono un fiore all’occhiello per Progettolegno, un esempio virtuoso di bioedilizia ai massimi livelli qualitativi e prestazionali. Questo edificio si trova nel gradino più alto ad oggi raggiungibile per comfort e risparmio energetico, è il top.

Cosa significa Edificio Passivo Passivhaus?

Passivhaus è un Protocollo volontario di Certificazione Internazionale che permette di raggiungere il massimo benessere abitativo senza l’apporto di fonti energetiche esterne, ovvero senza installare impianti di riscaldamento o raffrescamento.
Quindi:

  • Massimo risparmio energetico
  • Massima qualità di vita per gli abitanti

Qui vi spieghiamo di cosa si tratta in maniera più approfondita.

Forma e posizione degli uffici in legno

L’edificio si sviluppa su due piani, ha una superficie totale di 600 mq ed ha una pianta molto particolare in quanto è a forma di boomerang.
La sua posizione è estremamente sfavorevole, infatti l’intero edificio è rivolto verso nord est e si trova alle spalle dello stabilimento di produzione che è più alto e lo ripara dal sole.
Per i progettisti si è subito presentata una sfida ardua da superare dato che un aspetto importantissimo è l’esposizione, cioè come l’edificio si rivolge al sole che è la prima fonte di riscaldamento gratuita; si è quindi dovuto compensare questo mancato apporto di energia con impiantistica e involucro.

Edificio in legno certificato Passivhaus - Megabox - Progettolegno
Gli uffici in legno di Megabox

Caratteristiche dell’edificio in legno certificato Passivhaus

  1. Struttura portante: con tecnologia X-LAM, muri formati da tavole in legno a strati incrociati dello spessore di 10 cm e solai con spessore 12 cm.
  2. Isolamento delle pareti esterne: con lana di roccia di spessore 20 cm.
  3. Isolamento interno: con una lastra isolante Pure One che è una lana minerale basso emissiva, a sua volta rivestita da una lastra in Gessofibra Fermacell Greenline che ha la capacità di assorbire le sostanze nocive volatili (VOC), in particolare la formaldeide.
  4. Posizionamento cavi elettrici: si trovano nel cavedio ottenuto dalla controparete, non è stato necessario fare tracce come avviene negli edifici tradizionali.
  5. Isolamento della copertura estradosso (esterna): con lana di roccia ad alta densità di spessore 30 cm. 
  6. Isolamento platea di fondazione: con pannelli di Stiferite che è un isolante calpestabile, con spessore 15 cm.
  7. Infissi: Sono stati utilizzati infissi Optiwin, con certificazione di Passivhaus, dotati di triplo vetro basso emissivo e 4 guarnizioni estremamente performanti e che isolano perfettamente non solo a livello termico, ma anche acustico.
  8. Impianto di riscaldamento e raffrescamento: ventilazione meccanica controllata con un’unica macchina per l’intero edificio.

L’ottenimento della certificazione Passivhaus parte dalla progettazione

Per il raggiungimento dello standard Passivhaus, è stata fondamentale la progettazione integrata, una completa sinergia tra tutti i professionisti coinvolti: strutturisti, termotecnici, fisici edili, architetti, produttori di componenti, costruttore e naturalmente, sempre con il cliente al centro.

E’ stato fatto un lavoro molto importante sull’involucro edilizio. E’ infatti fondamentale che l’edificio sia perfettamente isolato, privo di ponti termici e di perdite di calore.
Questo spiega l’impiego di isolanti con elevato spessore e infissi estremamente performanti.

Ma come possiamo essere certi che l’edificio sia perfettamente isolato?

Per verificare l’ermeticità dell’edificio e l’assenza di difetti sull’involucro, è stato realizzato in più occasioni, durante la fase costruttiva e al termine della costruzione, il Blower Door Test.
Durate questo test, l’edificio è stato completamente sigillato chiudendo tutte le porte, le finestre ed eventuali altre aperture. E’ stato poi messo in pressione e depressione attraverso un telaio ermetico su cui è stato applicato un ventilatore collegato a degli strumenti di misurazione.
Con questo test è stato possibile individuare anche il più piccolo foro, dandoci la possibilità di intervenire subito per chiuderlo. Qui vi spieghiamo meglio cos’è il Blower Door Test.

Il risultato del Blower Door Test negli uffici Mega Box

Il Protocollo Internazionale Passivhaus impone un valore n50, ovvero il numero di ricambi aria in un’ora all’interno dell’edificio, uguale o inferiore a 0,6.
Tanto più elevato è il valore n50, tanto meno performante è l’edificio.
Negli uffici Megabox abbiamo ottenuto un valore di 0,22, quindi quasi 3 volte migliore di quanto richiesto per certificare un edificio come Passivhaus.

Il ruolo fondamentale dell’impiantistica

L’impiantistica utilizzata negli uffici Megabox, in affiancamento all’involucro, è estremamente efficiente e permette di rispettare gli standard di salubrità dell’aria e comfort termoigrometrico dell’edificio, come richiesto da Passivhaus.

La ventilazione meccanica controllata VMC

In questo edificio non ci sono caloriferi o un impianto radiante a pavimento, ma un impianto con ventilazione meccanica controllata con recupero di calore che permette un continuo ricambio dell’aria in tutti gli ambienti e fa sì che la temperatura rimanga costante. L’aria viziata viene espulsa mentre l’aria presa dall’esterno viene riscaldata o raffreddata, in base alla stagione, e immessa negli ambienti alla temperatura desiderata.

Un’unica macchina alimenta tutto il fabbricato degli uffici, con la possibilità di variare i flussi nelle zone che richiedono temporaneamente un apporto d’aria maggiore o minore dello standard, come ad esempio la sala riunioni che non è utilizzata continuamente. L’impianto inoltre rimane acceso con una portata minima anche quando gli uffici sono chiusi per mantenere sempre l’aria salubre.

Per darvi l’idea del comfort che si ha con questo impianto, tenete conto che l’aria calda esce da una serie di bocchette disposte uniformemente in tutti i locali. La velocità dell’aria è talmente bassa da evitare completamente il fastidioso rumore di sottofondo che potrebbe causare discomfort. Per capire che l’aria sta uscendo occorre avvicinarsi alle bocchette con un fazzoletto e percepirne il lieve movimento.